I TRE RISCHI DELLA TUA PENSIONE

Gestisco ormai da anni il patrimonio di decine di medici in Italia e anche coloro che sono vicini alla pensione, difficilmente ambiscono a raggiungere la pensione in maniera veloce e staccarsi totalmente dal loro lavoro. 

Amano troppo la professione, sono ogni giorno troppo impegnati per pensare di rompere totalmente con il passato. 

Tuttavia, nonostante la pensione sia l’ultimo dei pensieri, ho notato che nel medico che ha superato i 50 anni inizia a manifestarsi la curiosità di capire come verrà calcolata la pensione.  

Il metodo di gran lunga più utilizzato per la pensione sarà quello contributivo. 

Si applicherà totalmente ai medici dipendenti del SSN che non avevano anzianità contributiva al 31 dicembre. 

Per quelli che hanno iniziato a lavorare prima del 31 Dicembre 1995 si applicherà per tutti contributi effettuati dopo il 1 Gennaio 2012 mentre per quelli  che hanno cominciato prima si applicherà il metodo retributivo più favorevole. 

In merito all’ENPAM,il regime di calcolo contributivo viene utilizzato per tutti i contributi relativi alla quota A. 

Una semplice formula matematica può aiutarti a capire il funzionamento del metodo contributivo:

PENSIONI= CONTRIBUTI VERSATI x COEFFICIENTE DI RIVALUTAZIONE x COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE

contributi versati annualmente vengono rivalutati sulla base di un coefficiente di rivalutazione pari alla variazione media quinquennale del PIL (prodotto interno lordo). 

Al montante contributivo ottenuto si applicano dei coefficienti di trasformazione che tengono conto della speranza di vita media al momento del pensionamento.

Nei tre termini della moltiplicazione sono concentrati tre rischi per la tua pensione:

RISCHIO ECONOMICO CONTRIBUTIVO:

Riguarda la possibilità che i contributi versati non siano sufficienti, fino al caso estremo del mancato pagamento degli stessi perché senza lavoro. Rischio abbastanza remoto dirai. Un medico dipendente del SSN salvo default del sistema Italia (e allora avremo tutti problemi non solo i medici) il pagamento dei contributi verrà effettuato. Però sono sempre più frequenti quei medici che a 55 – 60 anni lasciano il pubblico perché non ne possono più di guardie e pronte disponibilità.

RISCHIO FINANZIARIO:

Legato al fatto che il PIL italiano ha bassa crescita portando una insufficiente rivalutazione dei contributi versati. Basterà riflettere che dal 1995, anno in cui è entrato in vigore il metodo contributivo, siamo passati da tassi annui di rivalutazione del 4%- 5%, agli attuali tassi di rivalutazione sotto l’1%.La pandemia da Coronavirus oltre a stravolgere il tuo modo di fare il medico, ti ricordo che ha provocato una contrazione in Italia del prodotto interno lordo del 9% circa, un crollo senza precedenti che inciderà anche sulla rivalutazione dei tuoi montanti contributivi INPS ed ENPAM.

RISCHIO DEMOGRAFICO:

Riguarda l’allungamento della vita media, che porta a coefficienti di trasformazione in rendita sempre più bassi.
Nel triennio 2016 – 2018 a 65 anni il coefficiente per la trasformazione del montante contributivo di un medico dipendente è stato di 5,326%. Con un montante rivalutato di 100.000 €, la pensione annua sarebbe stata di 5.326 €. Nel triennio 2013 – 2015, invece, lo stesso coefficiente era di 5,435% con un pensione annua di 5.435 € con un calo di circa il 2%.

Dal 2019 i coefficienti di trasformazione in rendita sono rivisti al ribasso ogni due anni. Se sei un giovane medico ancora con contratti precari e hai iniziato da pochi anni la tua attività lavorativa dovrai lavorare per ben 40 anni e per ben 20 volte i coefficienti di trasformazione in rendita verranno modificati al ribasso.

E allora non perdere tempo e metti subito in pratica una strategia che possa integrare la tua pensione. 

Se può esserti di aiuto puoi affidarti al team di MoneyDoc per capire la tua situazione previdenziale attuale e futura. 

Corri di meno, visita un paziente in meno ma dedica del tempo alla cura della salute della tua pensione. 

Ricordati una cosa: 
IL FUTURO E’ IL TEMPO IN CUI TI PENTIRAI DI NON AVER FATTO QUELLO CHE POTEVI FARE OGGI.