COME RIDURRE IL RISCHIO DI NON AVERE PAZIENTI?

Associare il concetto di rischio all’attività di un medico sviluppa una curiosa analogia. La prima cosa che pensiamo, infatti, è quella di collegare il rischio del medico alla sua responsabilità professionale, soprattutto a seguito dei molteplici casi di contenzioso che si sono verificati negli ultimi anni. 

In questo articolo cercherò di esaminare il rischio che ogni medico deve mettere in conto durante l’esercizio della sua libera professione e cercherò di analizzare un altro rischio che viene sottovalutato, ossia quello di non avere un numero di pazienti sufficiente che garantisca al medico un fatturato adeguato. 

Il concetto di Rischio

Il rischio è una componente che fa parte di ogni attività imprenditoriale. In economia aziendale il Rischio complessivo di un’attività imprenditoriale è l’insieme delle responsabilità che l’imprenditore si assume riguardo le scelte della sua impresa.

Cosa accade per i medici?

In ambito medico il rischio imprenditoriale si manifesta quando il professionista si ritrova a gestire un numero di pazienti troppo esiguo. Questo aspetto non gli consente di realizzare entrate sufficienti a coprire e a sostenere i diversi costi fissi tra i quali troviamo gli oneri di affitto e l’acquisto e/o il noleggio di attrezzature mediche.  

Non avere un numero sufficiente di pazienti può rappresentare quindi un problema, soprattutto nel caso di medici agli inizi della propria attività. 

Quali alternative adottano i giovani medici?

Per ovviare a questa difficoltà molti medici, anche se svolgono la libera professione, decidono di rimanere dipendenti del SSN in modo da avere delle entrate fisse garantite, che costituiscono una base minima per il proprio sostentamento economico. 

Il minimo dello stipendio percepito dal SSN è in grado di proteggere il medico dal non esercizio dell’attività libero professionale quando sopravvengono cause particolari, quali la malattia o un infortunio.  

Questa tipologia di rischio può essere ridotta stipulando delle efficienti polizze assicurative che consentono una valida protezione nel caso sopraggiungano questi eventi.  

Come minimizzare il rischio imprenditoriale.

Fare nuovi pazienti, ma soprattutto conseguire autorevolezza nell’ambito medico è sempre più difficile soprattutto perché la concorrenza in questo settore si è fatta sempre più forte.   La probabilità di non riuscire ad acquisire un numero adeguato di pazienti è quindi un rischio concreto.

Quale strategia adottare per minimizzare questo aspetto?

Il medico dipendente del SSN potrebbe decidere di svolgere la libera professione nella forma intramoenia dentro le mura ospedaliere.   In questo caso si potrebbero acquisire pazienti quasi in maniera naturale e, inoltre, si eviterebbero ingenti costi fissi legati all’affitto dei locali e all’utilizzo dei macchinari.  

Questa azione potrebbe essere vista come una sorta di “mezzadria” stipulata con il SSN ma non va dimenticato che optare per questa scelta permetterebbe al medico di non rinunciare al diritto di esclusività che la legge di bilancio del 2021 ha incrementato del 27%.

Pensiamo, ad esempio, ad un dirigente medico con meno di 5 anni di anzianità. Il suo diritto di esclusività potrebbe essere irrisorio e ammonterebbe a circa 3200 € annui. Cifra destinata a crescere in maniera considerevole nel caso di dirigenti medici con più di 15 anni di anzianità – circa 17.600 € – fino ad arrivare ai circa 23.500 € annui che spetterebbero al direttore di una struttura complessa.  

Lavorare all’interno dei poliambulatori per ottenere maggiore autorevolezza.

In alternativa, vista la criticità delle liste di attesa del SSN, il giovane medico potrebbe pensare di svolgere la libera professione all’interno di centri poliambulatoriali che oggi stanno acquisendo sempre più rilevanza.  

È un’operazione che potrebbe garantire un sistema di pubblicità e comunicazione molto efficace ed efficiente che, altrimenti, dovrebbe essere svolto in autonomia. 

Inoltre, riuscire a svolgere la propria attività all’interno di queste strutture poliambulatoriali consentirebbe al libero professionista un buon compromesso per testare il gradimento della propria figura professionale.  

La concorrenza come causa del rischio di non avere pazienti.

Un’altra causa che porta il medico avere una riduzione del numero dei pazienti può essere legata alla concorrenza tra medici, ossia al fatto che altri professionisti possano copiare l’idea originale del medico offrendo alternative migliori.  

Facciamo un semplice esempio. Sei un medico otorino e puoi godere di un vantaggio competitivo perché nella tua regione sei stato uno dei pochi medici ad aver creato le grotte del sale per l’applicazione del rimedio terapeutico dell’haloterapia.  

Il tuo vantaggio potrebbe svanire?

La risposta è affermativa. Potrebbe succedere che un qualche tuo collega decida di copiare la tua idea, aumentandone le dimensioni e facendo gravitare dentro la sua struttura medici con altre specializzazioni (ad esempio inserendo nell’organico dei medici dermatologi). Questo gli consentirebbe di offrire un servizio a 360° poiché è risaputo che la grotta del sale può essere utilizzata per curare patologie dermatologiche come la psoriasi e la dermatite atopica.  In questo caso il nome di questa nuova struttura circolerebbe più facilmente e, nel tempo, potrebbe acquisire una maggiore rilevanza.  

L’ambizione del medico come leva per ridurre il rischio imprenditoriale.

Per controllare la concorrenza e per ottenere nuovi pazienti, che consentirebbero di incrementare il fatturato, il fattore chiave che il medico deve sfruttare è la propria Ambizione. 

Molti professionisti, soprattutto quelli di lungo corso, sono soddisfatti di quanto guadagnano e del loro tenore di vita, sono già riusciti a costruirsi un buon nome e una buona fama quindi non sono incentivati a crescere e ad investire di più.  

Nel caso di un medico junior, agli inizi della carriera lavorativa, l’ambizione e la capacità imprenditoriale di assumersi dei rischi sono fattori fondamentali per aumentare il numero dei pazienti.  

Questo si può ottenere decidendo di avvalersi di una segretaria e di un infermiere, preferibilmente non legati al proprio ambito familiare.

La crescita professionale è legata quindi alla passione e all’impegno che il medico sceglie di mettere al servizio della propria attività.

Il professionista deve aumentare, in maniera costante, le proprie competenze mediche e deve sviluppare e acquisire competenze di leadership e management, necessarie ad estendere il business e, allo stesso tempo, a gestire persone, sistemi e processi.

Le chiavi del successo.

La professionalità e le competenze possono fare la differenza ma pensare che siano la sola arma per competere nell’ambito medico può essere un grave errore di presunzione.  

Concediti il tempo di quantificare e di gestire al meglio il rischio di avere pochi pazienti, affidati all’aiuto di professionisti competenti e, soprattutto, fai in modo che questo aspetto diventi una sfida costante per la tua professione.